
Nel 1294, l'elezione a successore dell'Apostolo Pietro, del vecchio eremita Pietro Angeleri da Isernia, monaco eremita del Morrone, veniva accolta con intensa emozione dalla cristianità, che vedeva ascendere alla guida spirituale dell'Occidente un sant'uomo universalmente venerato come continuatore della missione evangelica di Francesco d'Assisi. Pietro, che per il proprio pontificato aveva scelto il nome di Celestino V, ritenendosi inadeguato di fronte alle responsabilità del Governo della Chiesa, restò Papa per meno di sei mesi, preferendo il ritorno all'umiltà di quella vita eremitica sempre condotta tra le montagne dell'Abruzzo, imponendosi così quale protagonista delle più clamorose e uniche dimissioni della storia della chiesa.
San Pietro Celestino legava per sempre la propria memoria alla storia
dell'Aquila, dove il 29 Agosto 1294 aveva ricevuto la tiara papale in quella
Basilica di Collemaggio che egli stesso aveva voluto innalzare e nella quale gli
aquilani ne venerano le spoglie.
L' eremita giunse nella città ormai
ottantenne. Carlo II° d' Angiò, re di Napoli e Carlo Martello, re d' Ungheria, lo
accompagnarono alla cerimonia stretti in un solenne corteo di Principi, Baroni,
Prelati. In quella occasione Celestino V, incoronato Papa, concesse una
particolare indulgenza: la Perdonanza. Nel corso dei mesi trascorsi a L'Aquila,
il nuovo Papa, che prima s'era costantemente impegnato a promuovere la pace
nella dilaniata Europa medioevale e che di li a poco avrebbe coronato questo suo
magistero serafico col rifiuto di benedire le armate angioine avviate alla
guerra, aveva patrocinato la pacificazione delle fazioni cittadine e la
riconciliazione della Municipalità con Re Carlo II d'Angiò, liberando le energie
degli aquilani verso quel impetuoso sviluppo della loro potenza economica e
politica che per un quarto di millennio avrebbe fatto dell'Aquila una delle
Città più in vista dell'Italia. Il clima di pacificazione,
radicatosi a L'Aquila grazie alla presenza del Papa, fu esaltato da un lato con
i privilegi concessi dalla Corona, che ratificavano e rafforzavano l'autonomia
del Governo Municipale e facevano della Città il secondo centro di commercio del
Regno di Napoli, e per l'altro verso con la concessione del Perdono di fine
agosto, la cui Bolla istitutiva, da sempre gelosamente
custodita nei forzieri della Municipalità, reca la data del 29 settembre 1294.
La rinuncia al male e al peccato, il dono dell' Indulgenza, la pratica del bene
verso i fratelli riassumono il dettame della Perdonanza.
In un tempo in cui i ricercatissimi benefici indulgenziali erano privilegio dei ricchi, la Perdonanza di Celestino V apparve come un dono rivoluzionario, essendo essa rivolta soprattutto alle masse dei diseredati, per le quali anche la speranza d'una felicità metafisica trovava ostacoli nelle barriere dell'endemica miseria dell'epoca; il Perdono patrocinato da Celestino richiedeva infatti solo la ricchezza d'un autentico slancio spirituale, attraverso il sincero pentimento delle proprie colpe e la riconciliazione verso Dio e verso gli uomini, da esprimersi simbolicamente con la visita a Collemaggio nell'annuale periodo compreso tra la sera del 28 agosto e quella del 29.
La consuetudine d'un periodico Anno santo, che Papa Bonifacio VIII avrebbe introdotto con cadenza venticinquennale nel 1300, trovava così la sua prima formulazione a L'Aquila, dove ininterrottamente dal 1295, quelle ventiquattro ore di fine agosto offrono un breve ma annuale giubileo unico al mondo, il cui emozionante richiamo continua a manifestarsi tutt'ora e a costituire una festosa occasione di proclamazione dell'universale aspirazione alla pace.
Come attestano gli Statuti medioevali del Comune, per antica e singolare consuetudine derivanti dalla fiera resistenza opposta dalla Municipalità Aquilana ai tentativi di revoca del Giubileo Celestiniano, l'annuale indizione della Perdonanza è prerogativa del governo civile dell'Aquila, il quale nel solco dell'antica tradizione, unitamente alla Chiesa e alle Istituzioni Politiche, Culturali e Sociali dell'Abruzzo, intreccia intorno a questo grande avvenimento spirituale momenti di riflessione storica e culturale, iniziative nel campo dell'arte e un intenso lavoro Internazionale per la promozione della pace e della cooperazione tra i popoli.
Ogni anno in agosto la città dà vita ad un corteo che partendo da Piazza Palazzo giunge fino alla Basilica di Collemaggio. Al corteo partecipano, in forma pubblica e solenne, gli amministratori della città di L' Aquila e quelli dei paesi della provincia che sfilano con i gonfaloni delle città e con le insegne comunali. Si tratta di un corteo spettacolare vista la partecipazione di figuranti in costume medioevale, di mimi, di musici, di danzatori, di sbandieratori e UOMINI D'ARME (si, ci siamo anche noi!) che, giunti dalle regioni circostanti, richiamano numerosissimi spettatori e turisti. Il grande corteo, sfilando per le vie centrali della città, giunge dinanzi alla Basilica aquilana, di fronte alla Porta Santa; l' araldo comunale dà lettura dell' antica bolla del Santo Pontefice, "la Bolla del Perdono", e il Vescovo, aprendo la grande porta (rigorosamente chiusa per il resto dell'anno), rinnova l'indulgenza a tutti coloro che visiteranno la basilica dopo essersi confessati e pentiti dei propri peccati.
La Porta resta aperta dalle ore 19,30 del 28 Agosto alle ore 20, 00 del 29 Agosto. L'indulgenza della Perdonanza, istituita da Papa Celestino V nel 1294 e successivamente confermata da diversi Pontefici e da ultimo da Papa Paolo VI nel 1967, assicura l'assoluzione "dalla colpa e dalla pena conseguenti a tutti i peccati commessi fin dal battesimo a quanti, sinceramente pentiti e confessati, saranno entrati nella Chiesa di S. Maria di Collemaggio dai vespri della vigilia della festività del Martirio di San Giovanni Battista fino ai vespri immediatamente seguenti ". Nel corso della notte tra il 28 e il 29, si tiene una veglia di preghiera animata da gruppi giovanili a cui si susseguono, fino alla chiusura, i pellegrinaggi dei fedeli.
Dalla Basilica di Collemaggio, il giorno 29, la Bolla viene nuovamente depositata nella sede municipale, il corteo è scortato dai drappelli del Reggimento Carabinieri a Cavallo e dai cavalieri dei castelli aquilani. Il suggestivo centro storico ospita spettacoli, mostre ed eventi d'arte.
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